Torino
Non so come ho incontrato Arduino.
Non essendo né un elettronico né un programmatore ho incontrato grandissime difficoltà nell'avvicinarmi all'oggetto, nonostante la strana aura di giocattolo-utile che emana. Dopo una estate passata a leggere (senza capirne troppo) "Making things talk" di Tom Igoe1 e a importunare Gianluca Martino a Scarmagno mi sono iscritto al forum di arduino e ho cominciato a capire che non capivo nulla(!) Avevo bisogno di partecipare ad un workshop! Sul forum si parlava da tempo di un workshop in Italia, che però non si fece per tutto l'autunno. Visto che a Londra Tinker ne organizza mensilmente andai fino in Inghilterra per imparare qualcosa che era nato a 80 km da casa mia! Bellissima esperienza. Tornato in Italia (un po' svilito) ho aperto un poll su un ipotetico workshop a Torino ad inizio 2009! Grazie a Gianluca (sempre molto disponibile, una grande persona) e a Massimo Banzi , e al seguito delle votazioni, ho cominciato a cercare un luogo che potesse ospitare il workshop. E' qui che la storia si allarga. Ho chiesto ad Alberto Re e alle associazioni del Torino Youth Center se i locali potessero ospitare a porte chiuse un incontro per nerd ed affini. Così fu. Il workshop é andato alla grande. (Il numero di 15 persone é stato puramente aleatorio). Io ho passato due giorni sotto shock alla ricerca di tavoli, sedie, ciabatte, siti, sketches, programmi. E' stato meraviglioso. Banzi che parla di McGyver. Martino che apre una scatola con qualche chilo di meraviglia. Wired che inconsapevolmente celebra questo momento di onanismo dell'orgoglio italo-piemontese dedicando ad arduino un articolo sul primo numero Vj Hash che scatta mille foto (le ho messe su flickr). Pixel Funk che viene da Napoli. Ringrazio tantissimo il Tyc, in particolare Alberto e Consuelo per l'aiuto (molto spesso fisico) che mi hanno dato. Ringrazio Mara e Marge per il catering. Ringrazio tutti per aver partecipato. Non ce la faccio più e vado a dormire 1Lo avevo comprato con Merletti insieme alla Bibbia di Processing
Dopo una estate passata a leggere (senza capirne troppo) "Making things talk" di Tom Igoe1 e a importunare Gianluca Martino a Scarmagno mi sono iscritto al
forum di arduino e ho cominciato a capire che non capivo nulla(!)
Avevo bisogno di partecipare ad un workshop!
Sul forum si parlava da tempo di un workshop in Italia, che però non si fece per tutto l'autunno.
Visto che a Londra Tinker ne organizza mensilmente andai fino in Inghilterra per imparare qualcosa che era nato a 80 km da casa mia! Bellissima esperienza.
Tornato in Italia (un po' svilito) ho aperto un poll su un ipotetico workshop a Torino ad inizio 2009!
Grazie a Gianluca (sempre molto disponibile, una grande persona) e a Massimo Banzi , e al seguito delle votazioni, ho cominciato a cercare un luogo che potesse ospitare il workshop. E' qui che la storia si allarga.
Ho chiesto ad Alberto Re e alle associazioni del Torino Youth Center se i locali potessero ospitare a porte chiuse un incontro per nerd ed affini. Così fu. Il workshop é andato alla grande. (Il numero di 15 persone é stato puramente aleatorio). Io ho passato due giorni sotto shock alla ricerca di tavoli, sedie, ciabatte, siti, sketches, programmi. E' stato meraviglioso. Banzi che parla di McGyver. Martino che apre una scatola con qualche chilo di meraviglia. Wired che inconsapevolmente celebra questo momento di onanismo dell'orgoglio italo-piemontese dedicando ad arduino un articolo sul primo numero Vj Hash che scatta mille foto (le ho messe su flickr). Pixel Funk che viene da Napoli. Ringrazio tantissimo il Tyc, in particolare Alberto e Consuelo per l'aiuto (molto spesso fisico) che mi hanno dato. Ringrazio Mara e Marge per il catering. Ringrazio tutti per aver partecipato. Non ce la faccio più e vado a dormire 1Lo avevo comprato con Merletti insieme alla Bibbia di Processing
Il workshop é andato alla grande. (Il numero di 15 persone é stato puramente aleatorio). Io ho passato due giorni sotto shock alla ricerca di tavoli, sedie, ciabatte, siti, sketches, programmi. E' stato meraviglioso.
Banzi che parla di McGyver. Martino che apre una scatola con qualche chilo di meraviglia. Wired che inconsapevolmente celebra questo momento di onanismo dell'orgoglio italo-piemontese dedicando ad arduino un articolo sul primo numero
Vj Hash che scatta mille foto (le ho messe su flickr). Pixel Funk che viene da Napoli. Ringrazio tantissimo il Tyc, in particolare Alberto e Consuelo per l'aiuto (molto spesso fisico) che mi hanno dato. Ringrazio Mara e Marge per il catering. Ringrazio tutti per aver partecipato. Non ce la faccio più e vado a dormire 1Lo avevo comprato con Merletti insieme alla Bibbia di Processing
Ringrazio tantissimo il Tyc, in particolare Alberto e Consuelo per l'aiuto (molto spesso fisico) che mi hanno dato.
Ringrazio Mara e Marge per il catering.
Ringrazio tutti per aver partecipato.
Non ce la faccio più e vado a dormire
1Lo avevo comprato con Merletti insieme alla Bibbia di Processing
La democrazia come educazione permanente: Ada e Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, Gaetano Salvemini tra politica, cultura e pedagogia nel Novecento italiano
Ho montato un video rimontando brani / pezzi tratti da questi tre documentari e un cd rom:
DVD "Il caso Rosselli (un delitto di regime)" a cura della Fondazione Rosselli
DVD "Salvemini professor Gaetano, sovversivo" a cura dell'Istituto Salvemini
DVD "Piacere, Ada Gobetti. L'emozione educativa" a cura del Centro Studi Piero Gobetti
Riprese dalla Passeggiata "La città di Gramsci" (17-11-'08), a cura della Fondazione Piemontese Antonio Gramsci
Che dire? Prima mi sono totalmente perso nel guardarli, i primi due sono documentari di livello televisivo, rifinitissimi e misurati. "Piacere, Ada Gobetti" fa tesoro si immagini di repertorio ed interviste pressoché uniche. Sarebbe bello vederli in tv presto ma purtroppo le vie della televisione italiana sono misteriose et imperscrutabili. Il problema che ho incontrato é stato "ma cosa taglio? come faccio a far stare un documentario da 30', 40 o addirittura 50' in uno spottino da 5', senza che i registi (quelli veri..) in sala non mi saltino addosso? In un modo o nell'altro ho realizzato un prodotto (che metterà online Atelier) equilibrato (anche tra i vari documentari).
I miei ringraziamenti a Carlo Boccazzi e ad Atelier per queste inconsuete esperienze di artigianato audiovisivo, umiltà necessaria (a me) per vedere i (bellissimi) lavori altrui.
Un plauso a Colombre Film e Niccolò Bruna per il documentario su Salvemini, simile per impianto produttivo e costi alle mie produzioni.
Tutto questo per dire che é online il sito del Comitato Passato-Presente(www.comitatopassatopresente.it)
Tre documentari realizzati nell'ambito del Progetto Museo incubatore di Atelier “La grande famiglia, uomini e storie della Nebiolo” di Andrea Deaglio con la collaborazione di Colombrefilm “OGM: Officina Grandi Motori, gli anni dell'insurrezione e della liberazione” di Antonio Daniele con Giuliana Pititu “Enrico Coragliotto conversazioni con un tele (visionario)” di Davide Gomba con la collaborazione di alluvionemediatica Il progetto "museo incubatore" e nato nel 2005 con gli obiettivi di coniugare i servizi per l'auto imprenditorialità giovanile offerti da Progetto Atelier e la realizzazione di prodotti che contribuissero alla crescita culturale e civile dei giovani coinvolti; di favorire il dialogo e il confronto tra generazioni dando vita ad un archivio della memoria, che potesse raccontare, ricostruire, raccogliere la testimonianza di vita e lavoro, di relazione con il territorio, di militanza politica, sviluppatasi attorno a importanti fabbriche torinesi. In due anni sono state realizzate circa 90 interviste coinvolgendo nella realizzazione appassionati, giovani dilettanti, e giovani professionisti, accomunati dalla volontà di condividere esperienze, e conciliare crescita professionale e culturale. Da queste interviste sono derivati i tre documentari presentati in questa pagina. Il DVD "TORINO/CITTA' FABBRICA" che li raccoglie può essere richiesto a info@progettoatelier.to.it
“La grande famiglia, uomini e storie della Nebiolo” di Andrea Deaglio con la collaborazione di Colombrefilm
“OGM: Officina Grandi Motori, gli anni dell'insurrezione e della liberazione” di Antonio Daniele con Giuliana Pititu
“Enrico Coragliotto conversazioni con un tele (visionario)” di Davide Gomba con la collaborazione di alluvionemediatica
Il progetto "museo incubatore" e nato nel 2005 con gli obiettivi di coniugare i servizi per l'auto imprenditorialità giovanile offerti da Progetto Atelier e la realizzazione di prodotti che contribuissero alla crescita culturale e civile dei giovani coinvolti; di favorire il dialogo e il confronto tra generazioni dando vita ad un archivio della memoria, che potesse raccontare, ricostruire, raccogliere la testimonianza di vita e lavoro, di relazione con il territorio, di militanza politica, sviluppatasi attorno a importanti fabbriche torinesi. In due anni sono state realizzate circa 90 interviste coinvolgendo nella realizzazione appassionati, giovani dilettanti, e giovani professionisti, accomunati dalla volontà di condividere esperienze, e conciliare crescita professionale e culturale. Da queste interviste sono derivati i tre documentari presentati in questa pagina. Il DVD "TORINO/CITTA' FABBRICA" che li raccoglie può essere richiesto a info@progettoatelier.to.it
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